Consorzio Trasporti Prontobus

 domenica 05 settembre 2010

  

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Perché Autobus acquistato senza contributi Regionali ?

Sempre più spesso le società pubbliche di trasporto, di esclusiva proprietà regionale, stanno occupando spazi di mercato riservato al trasporto commerciale a suon di sconti che rendono impossibile qualsiasi forma concorrenziale da parte delle
imprese private da sempre operanti nel comparto e che hanno finora garantito prestazioni di buon livello qualitativo e quantitativo avvalendosi esclusivamente della loro potenzialità economica e finanziaria.

Oggi le società pubbliche, in assenza di qualsiasi forma di controllo gestionale e di rendiconto contabile, stanno però offrendo servizi turistici e commerciali a prezzi che sono inferiori ai contributi chilometrici che esse percepiscono per svolgere i tradizionali servizi di trasporto pubblico locale.

Ora, se la matematica non è un’opinione, dal momento che tali società sono disponibili ad effettuare servizi a prezzi chilometrici inferiori ai contributi chilometrici percepiti, allora la tariffa del biglietto a carico dell’utente rappresenta una
sorta di prelievo fiscale non giustificato dal costo dei servizi resi.

Due sono le conseguenze che una situazione del genere determina: o le società pubbliche in questione rivedono la loro politica di ingresso violento nel comparto dei servizi commerciali, adeguandosi ai prezzi compatibili con una autonomia gestionale che ignora contributi e finanziamenti pubblici per contare solo sulle proprie riserve imprenditoriali, oppure le società pubbliche continuano a offrire servizi ad un prezzo sotto costo, ma allora devono anche contemporaneamente ridurre o sopprimere le tariffe che richiedono all’utenza sui servizi sociali di trasporto pubblico locale da esse esercitati.
 
Le imprese private di noleggio sarebbero ben liete di potersi immolare sull’altare di una sorta di “isola felice” in cui tutti i cittadini potessero usufruire dei servizi pubblici senza dover corrispondere alcuna tariffa; poiché però lo scopo di tali iniziative pubbliche appare più diretto a fare piazza pulita delle imprese private concorrenti che non ad offrire servizi sociali gratuiti, allora invitiamo tutti gli utenti, specie quelli che ricoprono cariche di responsabilità e di rappresentanza in enti istituzionali ed organismi sociali, sia pubblici che privati, a non favorire il gioco al massacro di tali società che, forti della possibilità di attingere senza limiti ai finanziamenti pubblici, stanno arrogantemente conquistando spazi di mercato compiendo atti di concorrenza sleale, sanzionati espressamente dalla legge, di cui in futuro potrebbero essere chiamati a rispondere anche coloro che ne hanno favorito l’espansione.

 

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